Specie

Prunus avium

Famiglia

Rosaceae

Nome popolare

Ciliegio Selvatico

Prunus avium L.


Il termine Prunus in latino significa “prugno, susino” , mentre avium significa, sempre in latino, “degli uccelli”: lo sa bene chi ha un albero in giardino, che deve combattere con gli uccelli che divorano le ciliegie mature, lasciando solo il picciolo e il nocciolo spolpato. Sugli alberi con le ciliegie quasi mature si possono incontrare i più fantasiosi mezzi per metterli in fuga, da strisce di carta luccicante, a palloncini colorati e lucenti, addirittura a registrazioni sonore.
L’origine del nome ciliegia deriva dall’antico iraniano (kirhas, keras) passato con poche modifiche nelle lingue europee occidentali.
E’ pianta utilizzata dall’uomo fin da tempi antichissimi, sembra addirittura dal periodo delle tarde glaciazioni, quando venivano raccolti i frutti dagli alberi selvatici.
Si può stabilire che l’inizio della sua coltivazione avvenne circa nel IV sec. A.C. tra i popoli dell’Asia occidentale, per poi passare in Grecia e, solo poco prima dell’Impero Romano, in Italia.
E’, invece, impossibile determinare con certezza l’areale originario del ciliegio, che comunque pare che si trovasse tra il Caucaso e i Balcani.
Il legno di ciliegio è duro, a grana uniforme, di un bel colore caldo bruno-rossiccio, può venire usato per mobili o ebanisteria.
Nella farmacia erboristica popolare venivano tradizionalmente usati i piccioli in decotto per aumentare la diuresi ed eliminare acidi urici, ma non ne è stato trovato un riscontro nella odierna bibliografia consultata.

Diffuso quasi in tutta Italia fino a circa 1500 m di altitudine, preferibilmente in boschi di latifoglie su suolo subacido. E’ specie frugale e predilige situazioni di semiombra.
E’ specie abbondantemente coltivata in numerose varietà e spesso anche naturalizzato.

Albero deciduo, alto fino a 20-25 m, dal tronco dritto e ben definito. La corteccia è liscia, lucida, rossastra, con lenticelle trasversali grige e si lacera in strisce longitudinali. A maturità diviene man mano più ruvida. Le foglie sono oblanceolate, a margine leggermente dentato.
I fiori sono ombrelle di fiori bianchi a forma tipica delle Rosaceae, a cui seguono i frutti rossi, ma anche rosa o gialli, in genere di sapore amarognolo.

Nel Parco
Sono presenti diversi individui giovani, ma non è pianta comune.

Periodo di fioritura: aprile-maggio