Specie

Sorbus domestica

Famiglia

Rosaceae

Nome popolare

Sorbo

Sorbus domestica L.


Le testimonianze dell’uso del sorbo sono molto antiche: le prime risalgono al 400 a.C. in Grecia, i Romani lo fecero conoscere al resto dell’Europa.
Virgilio, nelle Georgiche (III, 380), narrando di popolazioni che vivevano nell’Europa dell’Est, a nord del Mar Nero, racconta che dopo cacce al cervo nella neve si riunivano in grotte dove accendevano grandi fuochi e “...trascorrono la notte nel gioco, e allegri imitano la bevanda delle vigne con quelle di orzo fermentato e acide sorbe”.
I frutti sono commestibili, anche se sulla pianta sono aspri, astringenti e duri: per poter essere mangiati è necessario che siano maturati molto fino a divenire morbidi, oppure che subiscano l’effetto del gelo. Un tempo venivano conservati in locali freddi e asciutti sulla paglia. E proprio da questa antica abitudine nasce il detto popolare “col tempo e con la paglia maturano le sorbe” ossia solo con la pazienza, oltre che con mezzi appropriati, è possibile raggiungere lo scopo che ci si è proposti. Se ne possono ottenere marmellate e in Francia e Germania anche alcuni liquori.
Il termine domestica è probabile che si riferisca proprio a questi usi semplici dei frutti commestibili. Il nome del Genere deriva direttamente dal latino “sorbus” che indicava già allora quest’albero.
Il legno è di ottima qualità, compatto, con belle venature giallo-rosate e può essere lucidato molto bene.
E’ incredibilmente poco usato nei giardini, nonostante sia pianta molto bella, che fa fiori, frutti decorativi, ha foglie aggraziate che in autunno si colorano di calde sfumature giallo dorate, ramate e rosa. Inoltre resiste bene alla siccità e al caldo.

E’ diffuso ovunque in Italia sotto gli 800 m, raro però nell’Italia settentrionale. Nei boschi del Chianti è in genere associato ad altre specie. Non ha particolari esigenze di terreno, ma preferisce i suoli calcarei e si adatta anche a condizioni di forte siccità.

Albero deciduo di non grandi dimensioni, fino a 15 m di altezza. La sua crescita è molto lenta, ma in età avanzata è un albero bellissimo di forma regolare ed armoniosa, se cresce indisturbato e in buone condizioni di terreno.
Ha foglie alterne, composte da 11-17 foglioline, ognuna delle quali è ovale-ellittica con il margine dentato solo nella metà o due terzi superiori.
I fiori di circa 1,5-2 cm sono riuniti in corimbi a cupola piuttosto radi, con petali bianchi.
I frutti sono piriformi, di colore verde brunastro prima, ma a maturazione divengono gialli con numerose lenticelle suberose e una “guancia” rosata.
Le varietà coltivate differiscono dalla specie selvatica principalmente per dimensione e forma dei frutti: var.pyriformis dai frutti più allungati, var.maliformis con i frutti più tondeggianti.
La corteccia, abbastanza liscia e grigia in gioventù, diviene più rugosa e scabra con l’età.

Nel Parco
Non è comune e sono per la maggior parte esemplari giovani e di ridotte dimensioni.

Periodo di fioritura: aprile-maggio