Specie

Cornus sanguinea

Famiglia

Cornaceae

Nome popolare

Sanguinello

Cornus sanguinea L.


Linneo lo utilizzò per identificare il Genere, ma i Romani chiamavano Cornus il corniolo (Cornus mas) e lo stesso termine significava anche “lancia”: Virgilio nelle Georgiche (II, 448) lo chiama “..il corniolo adatto alla guerra..”.
Il motivo potrebbe essere che il legno delle piante più annose di corniolo è molto resistente, pare abbia un aspetto che ricorda il corno dei bovini, e veniva utilizzato proprio per costruire le lance.
Per identificare la specie, forse Linneo fu colpito dal bellissimo colore autunno-invernale delle foglie prima e dei rametti giovani poi, che con il freddo sono di un lussuoso lacca porpora, da cui il nome sanguinea. D’inverno, quando tutto è grigio e bruno, le altre bacche sono cadute o non hanno più il bagliore rosso acceso dell’autunno, solo il sanguinello e il salice da vimini, arancio squillante, ravvivano l’aria.
In passato, la corteccia, ricca di sostanze tanniche, veniva usata dalla medicina popolare negli accessi di paludismo, cioè di febbri malariche: nella bibliografia consultata non c’è conferma recente sulla sua effettiva efficacia.
I frutti sono amari e sgradevoli: piacciono, però agli uccelli, che nutrendosene contribuiscono alla loro diffusione.
Venivano, inoltre, usati per colorare i tessuti e fornivano un olio che serviva nella fabbricazione del sapone o come olio da lampade.

La distribuzione in Italia è amplissima: cresce praticamente dappertutto, salvo che in alta montagna. Può essere pianta colonizzatrice di prati e pascoli abbandonati, soprattutto in terreni alcalini o neutri, cresce nelle siepi e nei boschi di latifoglie, soprattutto querceti.

Pianta arbustiva perenne, alta fino a 6 m, ma spesso più bassa. Produce polloni e per questo può formare macchie piuttosto fitte e invadenti.
Le foglie sono ovate, a margine intero, opposte, caduche in inverno, con caratteristiche e vistose nervature a candelabro.
I fiori non sono particolarmente decorativi, ma non insignificanti, bianchi e piccoli, riuniti in ombrelle portate all’estremità dei rami: hanno un profumo forte che non è gradito a tutti.
I frutti sono piccole drupe nero bluastro.

Nel Parco
E’ diffusissimo ed è una delle poche note di colore invernale.

Periodo di fioritura: maggio-giugno.