Specie

Himantoglossum adriaticum

Famiglia

Orchidaceae

Nome popolare

Barbone adriatico

Himantoglossum adriaticum H.Baumann


Il nome del Genere deriva da due parole greche: “imás”, che significa cinghia e “glossa”, che significa lingua. Ciò è dovuto alla forma particolare del labello lunghissimo.
Il nome identificativo della Specie deriva dal fatto che inizialmente si individuò il suo areale di distribuzione su entrambi i lati del Mar Adriatico.
Si tratta di una specie descritta solamente in tempi recenti e ancora oggi esistono dubbi che costituisca una specie a sé, oppure sia una sottospecie di H.hircinum, che in Italia è presente in modo sporadico nelle regioni meridionali e in Liguria. In alcune zone, come la Campania meridionale e la Calabria settentrionale, si possono trovare piante con caratteristiche intermedie tra le due specie.
Nel 1545, Bacchiacca, pittore della corte medicea, riprodusse questa orchidea in un piccolo affresco di Palazzo Vecchio a Firenze.
Come nel caso di Ophrys sphaegodes, purtroppo i suoi bulbi sono molto ricercati dagli istrici, che hanno decimanto in maniera considerevole la popolazione di queste orchidee.

E’ presente in tutta Italia, ad eccezione di Val d’Aosta, Puglia, Sicilia e Sardegna: la sua massima diffusione si ha però nelle regioni centrali. Cresce su suolo calcareo, da quote modeste fino a 1900 m, nelle praterie aride, nei pascoli, in radure dei boschi e in macchie rade. Si tratta di una specie che attualmente sembra espandere il suo areale di diffusione.

Pianta alta e imponente, da 30 cm può arrivare perfino a 90 cm di altezza.
Ha una rosetta basale di foglie ellittico-lanceolate piuttosto grandi e lunghe e alcune foglie caulinari più piccole che abbracciano l’asse dell’infiorescenza.
Dalla rosetta si diparte l’infiorescenza, rada e composta da 15-40 fiori, di color bianco-verdastro soffuso di rosa e venature porpora. La parte più appariscente è il labello, diviso in 3 lobi, di cui quello centrale può arrivare ad essere lungo anche 6 cm, ritorto a spirale, bianco maculato e bordato di porpora scuro, con la estremità divisa a “coda di rondine”.
I frutti sono capsule peduncolate, che contengono numerosissimi semi finissimi.

Nel Parco
E’ una delle orchidee più diffuse, anche se il suo numero va riducendosi a causa degli istrici.

Periodo di fioritura: maggio-luglio