Specie

Ophrys sphegodes

Famiglia

Orchidaceae

Nome popolare

Fior ragno

Ophrys sphegodes Miller


Il nome deriva dal greco “sphekodes” che significa “simile alla vespa” e proprio da vespine del Genere Andrena vengono impollinati i fiori.
Non è tra le orchidee più appariscenti: nonostante le sue dimensioni non troppo modeste e la spiga ricca di fiori, sono i suoi colori verde oliva e bruno che la rendono abbastanza mimetizzata con i colori della vegetazione circostante.
E’ un’orchidea dall’aspetto molto variabile, ne esistono numerose sottospecie: è una specie di difficile catalogazione, poiché fra i diversi autori le sottospecie variano sia di numero che di nome, alcune sono addirittura considerate specie e spesso variano anche gli areali di distribuzione.
I suoi bulbi sono purtoppo apprezzati dagli istrici che, nel momento in cui la pianta sta quasi per fiorire, li fiutano e dopo aver reciso con grande precisione lo stelo alla base, ne scavano il bulbo per mangiarlo.

Cresce in tutta Italia, tranne che in Val d’Aosta e in Sardegna, soprattutto nelle zone collinari, ma anche a quote più basse o più alte fino a 1300 m.
Preferisce le garighe, i boschi asciutti e aperti, le macchie, gli incolti, anche le pinete litoranee.
Come anche altre orchidee, non sopporta la competizione dell’erba alta: dove l’erba viene tagliata o pascolata dopo la sua fioritura le popolazioni aumentano gradatamente nel corso degli anni.

E’ una pianta erbacea perenne, slanciata, con un fusto esile, alta 10-50 cm.
Le foglie basali sono più ampie e formano una rosetta, mentre 1-2 foglie avvolgono in parte il fusto e sono più piccole e sottili. Tutte sono di color verde chiaro, di forma ellittico-lanceolata, spesso mucronate, ossia con l’apice che si restringe bruscamente.
L’infiorescenza è lassa, rada, allungata, formata da 2-15 fiori.
I 3 sepali sono allungati, ma tozzi, quello superiore spesso si inarca a formare un cappuccio, di colore verde oliva chiaro, in alcuni casi biancastro o raramente roseo. I 2 petali sono lanceolati e un poco più piccoli, di colore uguale ai sepali o leggermente più rosato, con il margine più o meno ondulato.
Il labello è ovale o rotondeggiante, con i bordi ripiegati verso il basso, di un colore che varia dal bruno rosato al marrone scuro, ricoperto di peluria per un ampio margine esterno, con un disegno centrale a forma di H (ma la forma può essere variabile) grigio bluastro più o meno intenso. Sopra il labello c’è la cavità stigmatica, che presenta due piccole gibbosità lucenti che assomigliano agli occhi di un ragno, come del resto anche altre Ophrys.
I semi sono contenuti in capsule erette, che contengono numerosi semi finissimi, quasi polverulenti.

Nel Parco
E’ comune, anche se cresce principalmente nelle chiarìe ad erba bassa o sui sentieri dove viene tagliata l’erba. Il danno provocato dagli istrici è stato consistente, ma non sembra che le popolazioni ne abbiano sofferto troppo.

Periodo di fioritura: marzo-aprile