Specie

Anacamptis morio

Famiglia

Orchidaceae

Nome popolare

Giglio caprino

Anacamptis morio L.


Fino al 1997, questa orchidea si chiamava Orchis morio L.: ma Bateman, Pridgeon e Chase operarono una revisione e alcune specie del Genere Orchis vennero spostate tra le Anacamptis.
L’origine del nome morio, dato da Linneo, non è chiara.
Secondo alcuni deriverebbe dal latino “morio”, nel significato di buffone, secondo altri dallo spagnolo “morrion” che significa elmo. Qualunque di queste ipotesi sia quella valida, il riferimento è comunque alla forma dei tepali che ricordano, anche se con un po’ di fantasia, un copricapo da giullare o, appunto, un elmo.
E’ una specie polimorfa, ne esiste anche una forma albina, oltre che piante con sfumature di colore del fiore molto variabili.

Pianta presente in tutta Italia, tranne che in Sardegna,  piuttosto comune da 0 a 1900 m.
Cresce nei prati magri, negli oliveti abbandonati, nelle garighe, nelle radure e nei boschi luminosi.

Pianta di piccole dimensioni, può raggiungere i 10-35 cm di altezza.
Le foglie lanceolate o ellittiche e quasi sempre ripiegate verso il basso, sono raccolte in una rosetta basale, ma alcune foglie più piccole avvolgono la parte bassa del fusto, che alla sommità è violaceo.
L’infiorescenza è corta, oblunga, abbastanza densa, ma può presentare anche pochi fiori, di colore variabile dal violetto scuro al porpora, al rosa. Sepali e petali sono convergenti verso l’alto a formare un caschetto viola con evidenti striature verdi.
Il labello è grande e appariscente, più largo che lungo, con al centro una zona più chiara o addirittura bianca punteggiata di macchie porpora scuro.
I frutti maturano nell’estate e contengono numerosissimi semi quasi impalpabili.

Nel Parco
E presente, ma rara, solo pochi individui sono stati rilevati e la loro presenza è discontinua da una anno all’altro.

Periodo di fioritura: aprile-giugno