Specie

Orchis purpurea

Famiglia

Orchidaceae

Nome popolare

Orchidea maggiore

Orchis purpurea Hudson


Il nome del genere Orchis è parola greca che significa “testicolo” e si riferisce alla forma dei rizotuberi, che doveva aver colpito la fantasia degli antichi botanici: Plinio (Nat.Hist. XXVI, 95) parla di una “orchis herba” dal fiore purpureo, alta un palmo. Dà come suo sinonimo “serapias”, termine usato da Dioscoride per indicare una pianta. Non è quindi possibile stabilire con certezza a quale orchidea si riferisse Plinio con precisione: sembra più probabile ipotizzare che si trattasse di una appartenente al genere Serapias, visto che anche molte di queste hanno il fiore porporino, tuberi più o meno della stessa forma e in più possono essere più basse di O.purpurea, che normalmente è alta più di un palmo. Potrebbe, però, aver indicato anche un’altra specie del genere Orchis. Resta il fatto che Linneo dette il nome Orchis al genere.
Si tratta di una delle orchidee più appariscenti della nostra flora: spesso, perciò, se ne raccolgono i fiori o addirittura si prende l’intera pianta, compresi i tubercoli radicali, sperando di riuscire a trapiantarla nel proprio giardino. Mai tentativo può essere più infruttuoso. Infatti la vita di questa, come di tutte le altre orchidee selvatiche, dipende strettamente dal luogo in cui cresce spontaneamente ed è veramente difficile, per non dire impossibile, riuscire a trapiantarla o a seminarla altrove. E’ una specie poco variabile e di facile riconoscimento.

Cresce da 0 a 1350 m nei prati, nelle radure, nelle scarpate erbose, nei boschi radi e luminosi, su suoli calcarei o neutri, anche asciutti. Spesso si trova in ampi gruppi. Comune in tutta Italia, è rara in Sardegna, manca in Sicilia e Val d’Aosta.

Pianta erbacea perenne, dall’aspetto imponente, alta da 30 a 80 cm. Le foglie basali grandi, lucide, oblungo-lanceolate, formano una rosetta che compare abbastanza precocemente in primavera e da cui si diparte il fusto alla cui estremità si trova l’infiorescenza densa e alta, dapprima ovata, poi cilindrica, che può contenere fino a 200 fiori biancastri o rosati, ampiamente punteggiati e venati di porpora scuro.
I frutti sono capsule a lobi allungati, che contengono numerosissimi semi talmente piccoli da sembrare polvere scura.

Nel Parco
E’ tra le orchidee più diffuse, con un gruppo particolarmente folto in quello che è stato battezzato “Prato delle orchidee purpuree”.

Periodo di fioritura: aprile–giugno