Specie

Ophrys apifera

Famiglia

Orchidaceae

Nome popolare

Vesparia

Ophrys apifera Hudson


Il nome apifera, dal latino, deriva da “apis” , ape, e “fero”, voce del verbo portare, in riferimento alla forma del fiore, che ricorda abbastanza bene un bombo grassoccio e pelosetto.
In realtà, è l’unica specie appartenente a questo Genere che si impollina più spesso da sola, oltre che da insetti, in genere Imenotteri.
Infatti, poche ore dopo la fioritura, le sacche del polline si distaccano e si ripiegano nella cavità dello stigma. Questo comportamento è sicuramente all’origine delle numerose variazioni conosciute, alcune volte descritte come varietà, altre come forme, o addirittura come sottospecie. Per l’etimologia del nome Ophrys, vedi la scheda di O.bertolonii.

Cresce in tutta Italia, ma non è comune, soprattutto nelle zone collinari, ma anche da 0 fino a 1600 m di altitudine, in terreni calcarei aridi o stagionalmente umidi. Si trova nei pascoli, nei prati aridi (garighe), ai margini e nelle radure dei boschi, negli incolti, nei cespuglieti.

E’ una pianta erbacea perenne, slanciata, alta 15-60 cm alla fioritura. Le foglie basali sono riunite in rosetta, oblungo-lanceolate, talvolta con i margini ondulati, le foglie superiori sono lanceolate e avvolgono il fusto.
L’infiorescenza è lassa, con 4-12 fiori piuttosto grandi, con 3 grandi sepali rosati (ma possono essere anche bianchi o porpora), con una nervatura mediana verde: quello centrale è spesso rivoltato all’indietro. Il labello è trilobato, pubescente, bruno-rossiccio con margine verde-giallastro e un disegno variabile, costituito da una zona ovata rossastra e lucida, contornata da fasce giallastre che hanno grossolanamente la forma di una H o di una farfalla.

Nel Parco
E’ rara, ma la sua presenza sembra essere costante in questi anni di rilevamenti.

Periodo di fioritura: aprile-giugno