Specie

Consolida regalis

Famiglia

Ranunculaceae

Nome popolare

Erba cornetta

Consolida regalis S.F.Gray


Sull’origine del nome Consolida non siamo riusciti a trovare notizie.
Il nome regalis nella ovvia traduzione di “regale” potrebbe indicare che è pianta veramente bellissima e appariscente, nel suo trionfo di fiori blu cobalto.
Oltre che erba cornetta, viene anche chiamata speronella per la forma particolare dello sperone che fa da ornamento ai fiori.
Il nome botanico è mutato nel tempo: prima si chiamava Delphinium consolida L. e alcuni lo conoscono ancora così.
Si può confondere l’erba cornetta con altre specie simili: Consolida ajacis (L.) Schur e Consolida orientalis (Gay) Schrodinger, che però in Toscana non si trova.
Non bisogna poi confondere il nome “consolida” con quello popolare che indica due altre specie: Symphytum officinale L. (Consolida maggiore), a cui erano riconosciute in passato proprietà medicinali, e  Symphytum tuberosum L. (Consolida tuberosa).
Altra fonte di confusione sui nomi è anche l’uso del nome “speronella” per indicare molti ibridi da giardino che derivano per la maggior parte dalla specie erbacea perenne spontanea Delphinium elatum L., originaria delle Alpi, ma ora rarissima, oppure da C.ajacis (L.) Schur.
Un tempo comune come infestante delle colture cerealicole, ora è più rara.
E’ una delle specie monitorate dal Progetto Arca che effettua l’informatizzazione e il georiferimento dei dati sulle specie animali e vegetali protette della Provincia di Prato.
E’ anche una delle specie che entrano a far parte del Progetto Wildflowers, del CNR di Pisa e del Dipartimento di Agronomia e Gestione dell’Agroesosistema dell’Università di Pisa, che si occupa della valorizzazione estetico-paesaggistica e della riqualificazione ambientale di ambienti antropizzati attraverso l’utilizzo di sementi ottenute da specie ed ecotipi locali.
Consolida regalis ssp. paniculata, presente solo in Val di Farma e in Val di Merse, è inserita nelle liste di attenzione (allegati A e C) della Legge Regionale 56/2000 che contiene le norme per la conservazione e la tutela degli habitat naturali e seminaturali, della flora e della fauna selvatiche.

Ha distribuzione europea. E’ presente da 0 a 1200 m in quasi tutte le regioni italiane, tranne che in Sicilia e Sardegna. Cresce preferibilmente nei campi di cereali su terreni calcarei.

Pianta erbacea annuale, alta 30-80 cm, con fusto eretto e angoloso, che in alto diviene molto ramificato.
Le foglie, di circa 3-7 cm, sono completamente divise in sottili lacinie lineari.
I fiori, di un meraviglioso azzurro-violetto intenso e luminoso, sono riuniti in infiorescenze molto rade, ma ricche di fiori: ciascun fiore ha un peduncolo di 2-3 cm. La forma è particolare e il tratto più saliente è lo sperone posteriore di 15-18 mm, pubescente e leggermente ricurvo. Il frutto è un follicolo che misura 9-11 mm, dotato di un corto stilo apicale. A maturità si apre lasciando uscire i semi neri e opachi di circa 1 mm.

Nel Parco
Nel Parco non è presente allo stato spontaneo. I semi da cui sono state ottenute le piante presenti ne “I fiori selvatici” sono stati raccolti ai bordi di un campo di cereali in località Sambuca Val di Pesa (Firenze), lungo la strada che porta alla Badia di Passignano.

Periodo di fioritura: maggio-giugno, ma si può prolungare fino a ottobre.