Specie

Veronica prostrata

Famiglia

Scrophulariaceae

Nome popolare

Veronica prostrata

Veronica prostrata L.


L’origine del nome Veronica, che Linneo diede a questo genere, ma già in uso da prima, non è chiara. Potrebbe far riferimento alla Santa Veronica che asciugò con un panno il volto di Gesù durante la Via Crucis: ipotesi molto incerta perché non si comprende l’associazione tra questa pianta e l’atto della Santa.
Il nome prostrata fa riferimento al portamento della pianta, che ha fusti prostrati che divengono ascendenti nella parte apicale che porta l’infiorescenza.
Al genere Veronica appartengono una trentina di specie. L’identificazione non è tra le più semplici, ma i caratteri che possono essere risolutivi sono la posizione delle infiorescenze, se terminali o laterali e la durata del ciclo vitale, se annuo o perenne.
Molte delle specie del genere vengono riunite in gruppi che presentano caratteri simili: questa appartiene a un gruppo polimorfo, non del tutto conosciuto.
Le veroniche sono piantine spesso umili e poco appariscenti, alcune infestanti le colture, ma altre, tra cui questa, sono graziosissime e per nulla invadenti e si può prendere in considerazione l’idea di farle crescere nel giardino.

Distribuita nell’Italia settentrionale e centrale fino a Toscana, Emilia e Marche, è presente da 0 a 1500 m nei prati aridi calcarei su terreni superficiali.

Pianta erbacea perenne, alta da 5 a 20 cm, forma dei cuscinetti più o meno fitti di sottili rami prostrati, che all’apice portano l’infiorescenza. Le foglie sono piccole, oblunghe, con il bordo crenato o seghettato, le terminali lanceolate o lineari.
Le infiorescenze sono racemi ovati che si allungano con il procedere della fioritura. I fiori sono molto belli, anche se piccoli, di un tenero azzurro pallido con venature più scure.

Nel Parco
Nel Parco è abbastanza comune nelle zone più aperte.

Periodo di fioritura: marzo-maggio