Specie

Convolvolus cantabrica

Famiglia

Convolvulaceae

Nome popolare

Vilucchio bicchierino

Convolvolus cantabrica L.


Il nome Convolvolus è parola latina che indicava sia un bruco che il vilucchio.
Plinio lo usa (Nat. XXI,23) per descrivere una pianta che si riconosce per Calystegia (o Convolvolus) sepium, grande vilucchio a fiori grandi e candidi, che cresce nelle zone umide e nei fossi anche della Toscana.
Il termine deriva a sua volta dal verbo “convolvĕre, avvolgere”, a indicare la capacità di avvolgersi al fusto di erbe o cespugli per salire verso la luce, provocando una certa oppressione alla pianta che, nolente o volente, deve sopportare il suo abbraccio.
Ma non tutti i convolvoli sono dotati di questa caratteristica: C.cantabrica non si avvolge.
L’origine del nome cantabrica non è chiara: la Cantabria è una regione del nord della Spagna e probabilmente Linneo pensò che vivesse solo in quella zona oppure ebbe campioni di piante che provenivano da là.
In Chianti si può confondere con C.arvensis L., vilucchio comune, ma a ben guardare ci sono importanti differenze. Quest’ultimo ha i fusti volubili e le foglie di una forma tipicamente “astata”, ossia simile ad una punta di lancia con la base più ampia e i margini sempre lisci, la corolla è più spesso bianca o rosa chiaro.

Cresce in tutta Italia nei prati aridi e nelle garighe, preferibimente calcarei, dal livello del mare fino a circa 1300 m di altitudine al Centro e al Sud, mentre al Nord si arresta a circa 400 m.

Pianta erbacea perenne, con rizoma legnoso. In inverno si presenta come un ciuffo di foglie poco appariscenti, mentre a primavera iniziano a crescere gli esili fusti che non si avvolgono, ma restano abbastanza prostrati e, con il procedere della fioritura, arrivano a essere lunghi anche una trentina di cm.
Le foglie basali sono spatolate, con il bordo ondulato, color verde scuro opaco, più o meno pubescenti, ristrette alla base in quello che può sembrare un largo picciolo, ma in realtà sono sessili. Sui fusti che portano i fiori, le foglie sono molto più piccole, lineari e decisamente sessili.
I fiori sono bellissime campanule rosa, con strisce a simmetria radiata di rosa più intenso.
I frutti sono capsule che a maturità si aprono lasciando cadere numerosi semi piccoli e bruni.

Nel Parco
E’ abbastanza numeroso: cresce soprattutto nelle zone sassose più aperte e soleggiate.
La grazia dei piccoli imbuti rosa è pari solo alla tenacia con cui fiorisce sotto il sole più cocente.
Qui la fioritura principale avviene tra aprile e maggio, ma non è raro trovare fiori anche più avanti nella stagione, se ci sono alcune piogge a ravvivare le piante.

Periodo di fioritura: aprile-luglio