Specie

Borago officinalis

Famiglia

Boraginaceae

Nome popolare

Borragine

Borago officinalis L.


Il nome del Genere Borago è di incerta etimologia: con certezza il termine “borago” (o borrago) in latino medievale indicava questa pianta. A sua volta potrebbe derivare da “borra”, cascami di lana usati per fabbricare feltri o anche il sottopelo di alcuni animali. Questi significati potrebbero riferirsi alla abbondante pelosità della pianta.
Il termine officinalis indica un suo uso farmaceutico. In passato era ritenuta depurativa del sangue dalla medicina popolare e a livello scientifico le venivano riconosciute proprietà diuretiche e diaforetiche (sudorifere). Ancora oggi queste proprietà le vengono riconosciute da molti, ma alcuni studi recenti hanno messo in luce che gli alcaloidi pirrolizidinici contenuti in essa hanno proprietà epatotossiche e carcinogenetiche, per cui ne sconsigliano l’uso a scopo curativo.
L’uso culinario di questa pianta è di antica tradizione: le foglie si possono mescolare ai minestroni, alle misticanze lessate, in frittata, oppure fritte in pastella, i fiori usati come ornamento delle insalate o canditi come guarnizione in pasticceria.
La pianta ha un suo valore ornamentale, anche se rustico: i fiori sono infatti bellissimi per la forma e per il particolare tono di blu.

In Italia è comune ovunque, negli incolti, nei ruderi, ai bordi delle strade, prevalentemente nella fascia da 0 a 800 m di altezza. In molte zone è facile che sia naturalizzata.

Pianta erbacea annuale, alta 20-60 cm, ricoperta di lunghe setole biancastre, anche leggermente pungenti. Il fusto è eretto, ramoso in alto.
Le foglie basali hanno un lungo picciolo, alato in alto, con lamina ovata ruvida.
I fiori, riuniti in una infiorescenza ampia, hanno una corolla con un breve tubo biancastro e lacinie spatolate di un blu vivo.
I semi misurano circa 3-4 mm, bruno scuri o neri, con la superficie rugosa. Sono inseriti in numero di 3 o più spesso 4 sul ricettacolo del fiore che si mantiene quasi chiuso fino a quando i semi sono caduti. Cadono molto facilmente, per cui è difficile vederli a maturità sulla pianta. Dove la base del seme si inserisce sul ricettacolo è presente una appendice color avorio, l’elaiosoma, molto ricercata dalle formiche, che contribuiscono così alla dispersione dei semi. Maturano scalarmente, i primi giungono a maturità e cadono quando ancora gli ultimi fiori della cima scorpioide tipica delle Boraginaceae devono aprirsi.

Nel Parco
Nel Parco non è spontanea, i semi all’origine delle piante presenti sono stati raccolti a bordo strada nella zona di Badia a Passignano(Tavarnelle Val di Pesa).

Periodo di fioritura: può fiorire quasi tutto l’anno.