Specie

Cichorium intybus

Famiglia

Asteraceae

Nome popolare

Cicoria

Cichorium intybus L.


Pianta notissima a tutti gli abitanti delle campagne, che ne hanno utilizzato le foglie come verdura cotta o cruda da tempi molto lontani.
Era conosciuta sia dagli antichi Greci, che la chiamavano “kikore”, come Teofrasto nella sua “Historia Plantarum”, sia dai Romani che la chiamavano “intibum”, come Virgilio che parla delle sue “amare fibre” nelle Georgiche (libro I-120).
Ai tempi della Seconda guerra mondiale, con difficoltà a trovare generi alimentari pregiati, le sue radici bianche e carnose venivano tostate, macinate e utilizzate come surrogato del caffè.
Secondo la tradizione popolare le foglie di cicoria crude in insalata o lessate, hanno benefici effetti depurativi sull’organismo, poiché stimolano le funzioni di intestino, fegato e reni. Si usa raccoglierle durante l’inverno o in primavera, quando sono piccole, tenere e un poco più dolci, grazie al gelo.
La fitoterapia odierna utilizza la radice di cicoria come fonte di inulina, indicata per la cura di stitichezza cronica, colon irritabile, meteorismo e altre patologie. Può anche servire come integratore di fibre per dare senso di sazietà durante le diete ipocaloriche. E’ stato dimostrato recentemente che l’inulina è l’unica fibra in grado di incrementare la crescita dei bifidobatteri utili, riducendo quella dei batteri patogeni, come salmonelle e clostridi.
Pianta umilissima, e non bella d’aspetto, con le sue foglie rozze e gli steli fiorali angolosi e disadorni, ma che bellezza i suoi fiori!  
“ Lo spettacolo della cicoria in fiore va goduto in estate la mattina presto, quando l'aria ancora fresca e la particolare luce del sole non ancora ardente sembrano donare al colore di questi fiori, tutti rivolti verso il cielo, un'intensità tale da farli gareggiare con lui, e non è azzardato dire che vincono loro.” (Brunella Riccardi- L’ erbe de’ nostri campi)

Si trova in tutta Italia, dal mare fino alla regione montana, specialmente nei prati e nei campi, ma anche sui bordi delle strade.

Pianta erbacea perenne, con una radice affusolata e fittonante, biancastra e carnosa.
I fusti possono raggiungere e superare il metro di altezza, ma è spesso più bassa.
Le foglie basali, raggruppate in rosetta, spuntano nell’autunno, durano tutto l’inverno e si seccano durante la fioritura: sono di forma variabile, con contorno allungato-lanceolato e il margine variamente inciso. Anche sui fusti ci sono foglie, ma sono molto più piccole, sessili e amplessicauli, ossia abbracciano il fusto. In genere, sia i fusti che le foglie sono ricoperti da una peluria più o meno densa.
I fiori sono riuniti in capolini quasi sessili distribuiti lungo il fusto e ogni singolo fiore ha una lunga ligula di color azzurro cielo, alla sommità divisa in 5 dentini.
I frutti sono acheni di 2-3 mm.

Nel Parco
E’ diffusa, pur senza essere estremamente frequente: è una delle poche piante in fiore nell’estate secca e calda.

Periodo di fioritura: luglio - ottobre