Specie

Sanguisorba minor

Famiglia

Rosaceae

Nome popolare

Salvastrella

Sanguisorba minor Scop.


Il nome Sanguisorba deriva dal latino “sanguis” dal chiaro significato e da “sorbeo” che significa “assorbire”: sta ad indicare che anticamente c’era la convinzione che le piante appartenenti a questo Genere servissero a frenare le perdite di sangue. Nella ristampa del 1960 del suo “Erbario figurato”, il Negri conferma che la pianta ha proprietà antiemorragiche, attribuite ad una saponina, la sanguisorbina, e astringenti per il suo contenuto in tannino. Non ho notizia di conferme più recenti.
Ha anche proprietà carminative, ossia favorisce l’eliminazione di gas dallo stomaco e dall’intestino, grazie all’olio essenziale caratteristico contenuto nelle sue parti verdi.
Per uso esterno può venire usata per curare piaghe e bruciature.
Il nome minor serve a distinguerla dalla S.officinalis, pianta molto simile, ma più grande e con le infiorescenze più intensamente porporine e le foglie più coriacee.
Le foglioline tenere si possono usare alla fine dell’inverno e in primavera per aggiungerle alle insalate, cui conferiscono un gusto simile a quello del cetriolo: sono ottime anche cotte, insieme ad altre erbe di campo, nelle cosiddette “misticanze”.
Già nel 1781, Vincenzo Corrado, cuoco alla corte di Ferdinando IV di Borbone, nella sua opera “Del cibo pitagorico ovvero erbaceo” cita la salvastrella. Testualmente: “La pempinella la chiamano anche selvastrella, la quale per comun detto antico si dice che l’insalata non è buona né bella ove non è la pempinella. L’infusione di questa nel vino gusta molto il palato, ed è grato allo stomaco, particolarmente ne’ tempi estivi. Si mette la pempinella a bollire nella carne con la quale si mangia, siccome faceva ogni mattina l’antico Apicio.”

Diffusa in tutta Italia e nelle isole, in terreni calcarei da 0 a 1300 m, raramente più in alto, soprattutto nei prati, ai bordi delle strade, nei ruderi, nelle zone più soleggiate.

Pianta erbacea perenne, alta da 20 a 50 cm, dotata di rizoma. Forma una densa rosetta di foglie imparipennate, con 12-16 paia di foglioline, più una terminale, di forma ovale o ellittica, con il margine inciso da numerosi denti acuti, con la pagina superiore verde scuro, mentre quella inferiore è più chiara.
Dalla rosetta basale di foglie nascono numerosi fusti esili e angolosi, che portano all’apice i fiori riuniti in spighe corte e tozze, formate da numerosi piccoli fiori rosso-verdastro, formati solo da 4 lacinie, poiché i petali sono assenti. Il frutto è un achenio.

Nel Parco
E’ abbastanza frequente, soprattutto ai margini delle zone con erba più alta e in pieno sole. Le piante presenti appartengono alla subsp. muricata, spesso prevalente negli ambienti più aridi e caldi.

Periodo di fioritura: giugno-agosto