Specie

Lavandula latifolia

Famiglia

Labiatae

Nome popolare

Spigo

Lavandula latifolia Medicus


Al Genere Lavandula, nome che deriva chiaramente dal verbo latino “lavare”, appartengono solo 5 specie. Il nome latifolia indica che ha le foglie più larghe della sua stretta parente angustifolia: quest’ultima cresce fino ad altitudini maggiori e fornisce un olio essenziale dall’aroma più delicato e richiesto dall’industria.
L’olio essenziale di lavanda ha proprietà antibatteriche e può essere usato per curare piccole piaghe, bruciature, eritema solare, utilizzabile come aerosol su prescrizione medica per raffreddori e tosse e nell’igiene boccale. Si può usare anche per via orale per disturbi modesti del sonno. Le dosi vanno accuratamente studiate, perché l’olio essenziale puro potrebbe avere un discreto potere caustico.
Una ricetta per sacchetti profumati di fiori essiccati da mettere tra la biancheria: fiori di lavanda 220 g – timo 14 g – chiodi di garofano 7 g – cumino 7 g – sale grosso 20 g.
Mescolare bene e mettere in sacchettini di tela di lino.

Cresce in terreni poveri, aridi e sassosi. Dal mare, può spingersi anche più all’interno, fino a 1000 m di quota. In Italia è considerata pianta rara, presente solo in alcune zone di Liguria, Toscana ed Emilia-Romagna.

E’ un piccolo arbusto (suffrutice) aromatico, alto 30-80 cm, legnoso alla base, con rami erbacei diritti, ascendenti e foglie lineari ampie e sviluppate, quasi spatolate. Sono di colore verde grigio e ricoperte di fine peluria che conferisce una sfumatura argentata soprattutto in inverno.
I fiori, della tipica tonalità azzurro-violetto, sono riuniti in una infiorescenza all’apice di lunghi steli (assi) che partono dall’ascella delle foglie.
Il frutto è costituito da 4 piccoli acheni oblunghi, compressi, bruni e lucenti.
Non è facile distinguerla da L.angustifolia, il carattere più appariscente è la larghezza della foglia: 2-5 mm in L.latifolia, 1,5-2 mm in L.angustifolia. Altri caratteri distintivi sono le brattee, ma non è facile vederle a occhio nudo.

Nel Parco
Allo stato spontaneo è presente in uno scarso numero di piante, nelle zone più rocciose e assolate. E’ stata intrapresa un’opera di propagazione per seme a partire dalle piante selvatiche.

Periodo di fioritura: giugno-luglio, ma può durare anche più a lungo.