Il Giardino

I fiori selvatici

I fiori selvatici

Le piante utili all\'uomo

Le piante utili all'uomo

I fiori selvatici inizio primavera 2007

I fiori selvatici inizio primavera 2007

Le rose Pantano

Le rose Pantano

 

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- Piante utili all'uomo

Spesso le idee nascono dal tentativo di risolvere un problema.
Durante il lungo e paziente lavoro di identificazione delle piante spontanee e la loro cartellinatura, per i sentieri del bosco si è piano piano creata una fitta rete di cartellini con il nome delle piante, disseminati qua e là, a seconda di dove il caso e la natura facevano crescere la pianta corrispondente a quel nome sul cartellino.
Spesso le piante erbacee, ovviamente non alberi e arbusti, spuntano un anno in un posto, poi spariscono per ricomparire in un altro l’anno dopo, oppure fioriscono brevemente e poi scompaiono completamente per rinascere la primavera successiva.
Il risultato finale era che lungo i sentieri gran parte dei cartellini per gran parte del tempo non indicavano nulla! Non andava per niente bene.
E allora l’idea del giardino fatto con le piante spontanee, per renderle ordinatamente visibili.
Ma costruire un giardino che potesse ospitare tutte le specie presenti nel  Parco era una impresa troppo grande da farsi tutta insieme: è stato necessario sceglierne solo una parte, almeno per ora.
Il criterio di scelta è venuto alla mente immediato, anche se avrebbero potuto essercene molti altri: mettere alla prova le piante selvatiche per la bellezza della fioritura e del fogliame.
Il loro valore ornamentale è facilmente disconosciuto perché spesso messo in ombra da forme, dimensioni e colori prepotenti di molte delle piante coltivate dalla grande industria della floricoltura.
Messo in ombra dalle mode: ora i nostri giardini “mediterranei” sono pieni di piante americane e sudafricane, perfino australiane (sì, perché il clima mediterraneo c’è anche in questi posti). Per noi hanno il fascino dell’esotico, oltre che una indiscutibile bellezza. Ma che cosa sono molte di queste, se non le piante spontanee del fynbos sudafricano, del chaparral californiano o del kwongwan australiano?
Dopo questa breve divagazione, torniamo a noi. Come nel bosco, le piante nel giardino hanno due stagioni di riposo: quella invernale per il freddo, quella estiva per la siccità. La stagione meravigliosa di fioritura è quella che va da marzo-aprile a giugno, con un ravvivarsi delle fioriture a fine estate.
Nei mesi più caldi, un aiuto viene dato con un poco di irrigazione, per cui le piante attraversano i mesi di luglio e agosto non completamente secche, ma con qualche timida fioritura.
Ma per fare un giardino bisogna avere le piante da piantare! Era impossibile trovarle sul mercato, quindi abbiamo costruito una piccola serra, dove dai semi raccolti nel Parco abbiamo ottenuto le piante da mettere nelle aiole: anche la capacità di sopportare i trapianti e la facilità dei semi di germinare sono diventati, quindi, criteri di scelta.

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Nel 2005, tutta la parte del Parco dove erano state piantate le piante coltivate tipiche del Chianti, è stata riprogettata ed è stato creato un giardino composto da “stanze”, ossia piccole zone a tema.
Sono state mantenute le rose, e ne sono state aggiunte, creando uno spazio ampio e luminoso,  dove fioriscono a maggio LE ROSE DEL CHIANTI.
Al posto delle erbe aromatiche, sono state create le aiole de I FIORI SELVATICI.
Un nuovo settore è comparso, quello de LE PIANTE UTILI ALL’UOMO, come anche un nuovo INGRESSO e un VIALE DEI CIPRESSI, SORBI E CILIEGI, che permette di accedere a tutte le zone del Parco.
Il progetto è stato fatto da Tobia Bucher su idea e con la collaborazione di Isabella Devetta e la sua realizzazione è dovuta all'opera di Alex e di Daniel, e ai giardinieri Marta, Vittorio e Paolo.
Nella serra le prove continuano, e continuano anche nel giardino dove abbiamo iniziato a capire meglio il portamento delle varie piante, a studiare nuove e più belle associazioni di fiori e colori.